Molti autori si accontentano anche solo della pubblicazione (soprattutto quando è operata su investimento di un editore), senza contare il fatto che, comunque, in seguito dovranno anche attivarsi per la promozione della propria opera, se desiderano farla conoscere e leggere a quante più persone possibili.
Soprattutto se, pubblicando con una casa editrice medio - piccola, non si ha la garanzia di una campagna pubblicitaria imponente, proprio perché i mezzi adoperati dalle stesse sono ben diversi da quelli dei grandi gruppi più ricchi ed attrezzati.
Una nota importante la contano le vendite per gli autori emergenti, perché in un modo o in un altro, riuscire a vendere tante copie significa riuscire anche a distinguersi da tutti quelli che in tal senso non riescono e, quindi, arrivare ad un gradino di maggior rilevanza rispetto agli altri.
Perché? Semplice, perché di un libro tanto venduto, si parla tanto (anche attraverso il passaparola) e se ne discute tanto, consigliandolo e facendolo arrivare in vetta alle classifiche che, in seguito, raggiungeranno anche giornali di un certo livello che considereranno l’opera con maggiore semplicità, rispetto a chi non è riuscito a “distinguersi” in tal modo.
Le vendite, coi tempi che corrono, sono proprio il motore vincente di un’avventura letteraria, perché ogni casa editrice, in fin dei conti, e ogni autore ci spera. La vendita si trasforma in guadagni, in credibilità, in considerazione, in preparazione e certamente in esperienze curriculari di maggior rilievo.
Per cui, quando si pubblica, non conta solo e semplicemente la soddisfazione di essere arrivati a tal punto (di partenza e non di arrivo!), ma conta anche far girare il titolo di un’opera e riuscire a farla conoscere, leggere (e, quindi, acquistare) e … vendere.
Commenta … (InformArte).
Soprattutto se, pubblicando con una casa editrice medio - piccola, non si ha la garanzia di una campagna pubblicitaria imponente, proprio perché i mezzi adoperati dalle stesse sono ben diversi da quelli dei grandi gruppi più ricchi ed attrezzati.
Una nota importante la contano le vendite per gli autori emergenti, perché in un modo o in un altro, riuscire a vendere tante copie significa riuscire anche a distinguersi da tutti quelli che in tal senso non riescono e, quindi, arrivare ad un gradino di maggior rilevanza rispetto agli altri.
Perché? Semplice, perché di un libro tanto venduto, si parla tanto (anche attraverso il passaparola) e se ne discute tanto, consigliandolo e facendolo arrivare in vetta alle classifiche che, in seguito, raggiungeranno anche giornali di un certo livello che considereranno l’opera con maggiore semplicità, rispetto a chi non è riuscito a “distinguersi” in tal modo.
Le vendite, coi tempi che corrono, sono proprio il motore vincente di un’avventura letteraria, perché ogni casa editrice, in fin dei conti, e ogni autore ci spera. La vendita si trasforma in guadagni, in credibilità, in considerazione, in preparazione e certamente in esperienze curriculari di maggior rilievo.
Per cui, quando si pubblica, non conta solo e semplicemente la soddisfazione di essere arrivati a tal punto (di partenza e non di arrivo!), ma conta anche far girare il titolo di un’opera e riuscire a farla conoscere, leggere (e, quindi, acquistare) e … vendere.
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