In uno dei precedenti post abbiamo trattato un argomento alquanto spinoso, oltre che vergognoso ovvero quello delle case editrici che si dichiarano apertamente contrarie all’editoria a pagamento, esponendo spesso dei banner nei propri siti o magari rilasciando dichiarazioni dispregiative verso chi chiede onestamente dei contributi per una pubblicazione e poi …
Beh … e poi si scopre che dietro tali comportamenti si cela, invece, lo stesso tipo di atteggiamento di chi pubblica solo dietro investimento economico degli autori.
Quindi, spesso, chi predica bene, razzola molto male e delude soprattutto le aspettative di giovani autori che, seguendo i consigli di qualche “buontempone moralista” pronto a schierarsi da una parte piuttosto che da un’altra, provano a contattare alcune case editrici apparentemente oneste per poi ricevere delle sorprese inaspettate.
Quindi, eccoci a porre qualche domanda ad un’autrice che preferirei rimanesse anonima, affinché non avesse dei problemi diretti, che può testimoniare quanto spesso dietro alcune case editrici che si dichiarano contro l’editoria a pagamento, si possa nascondere, invece, la strategia di chi assume un comportamento forse peggiore di chi chiede agli autori di investire in proprio, in modo onesto.
Ciao cara autrice, ti chiameremo A., l’iniziale del tuo nome, grazie per averci portato la tua esperienza. E’ vero che tra le case editrici oneste che investono nei giovani autori, si possono anche celare quelle che, pur dichiarandosi apertamente contro l’editoria a pagamento, poi invece si comportano diversamente?
RISPOSTA:
Ebbene sì! Le ho denominate le CASE EDITRICI A PAGAMENTO SOTTO MENTITE SPOGLIE nel senso che agiscono in maniera più subdola delle altre.
Questo tipo di Case Editrici garantiscono all’aspirante autore di pubblicare esclusivamente a loro spese obbligandolo però all’acquisto di un numero tot di copie con scontate del 50%, con il pretesto che gli serviranno per venderle agli amici, ai parenti e alle Presentazioni al di fuori delle librerie (che dovrà organizzarsi da solo), costringendolo così ad improvvisarsi agente di commercio e manager di sé stesso.
Nel caso in cui il malcapitato autore non riesca a smerciare tutte le sue copie, queste resteranno in un angolo del garage a volte anche per anni oppure verranno addirittura regalate pur di non avere più scatoloni in giro per casa.
Un altro sistema che utilizzano queste pseudo Case Editrici è quello di bandire periodicamente dei Concorsi Letterari nei quali il vincitore verrà pubblicato gratuitamente. Il guadagno per loro consiste in prima battuta dalle quote d’iscrizione e successivamente dalle copie vendute all’autore che si è aggiudicato il titolo di “vincitore”.
Vorrei poi sottolineare che anche questa tipologia di Case Editrici non promuove affatto le opere dei loro autori se non virtualmente quindi molto furbescamente a costo zero, tramite il loro sito web, Facebook e le librerie on-line ma la distribuzione vera e propria presso le librerie reali spesso e volentieri è inesistente in quanto ha dei costi non indifferenti e che questi editori non vogliono assolutamente affrontare!
Naturalmente noi raccomandiamo sempre a tutti gli autori di chiedere informazioni intorno alle case editrici a cui si rivolgono per una pubblicazione, ma secondo te: è più onesto chi chiede agli autori un contributo chiaro per la pubblicazione o chi, invece, condanna l’editoria a pagamento, per poi comportarsi in modo ambiguo successivamente?
RISPOSTA:
Ovviamente nessuna delle due sono Case Editrici oneste! Entrambe mirano a speculare sull’autore, cosa tra l’altro assurda, in quanto nessuno dovrebbe pagare per lavorare bensì l’esatto contrario e questo concetto dovrebbe essere sempre ben chiaro a tutti gli scrittori, esordienti o meno, nel momento in cui stanno conoscendo una Casa Editrice, magari avvalendosi di un’intervista all’editore con domande mirate per conoscere il suo “Piano editoriale” (se partecipa a Fiere Mercato e quali, se ha una distribuzione a livello nazionale e chi è il suo distributore) e le condizioni che verranno messe per iscritto nel contratto (durata del rapporto, percentuale delle royalty e tempistica per la liquidazione delle stesse).
Spesso si fa del “facile moralismo” sull’editoria a pagamento. Moralismo che qualcuno fa passare per “questione tecnica o monetaria”, ma che, in fin dei conti, resta pur sempre moralismo. Ma se un autore per il suo esordio non riesce a trovare un editore che investa sul suo operato, come dovrebbe comportarsi, secondo te?
RISPOSTA:
Se un autore esordiente non trova nessun editore disposto a pubblicarlo non dovrebbe comunque sfiduciarsi subito cioè dopo pochi tentativi. A volte ci si arrende troppo facilmente alle prime difficoltà quando magari la riuscita potrebbe esserci al successivo tentativo…
C’è però anche da dire che ormai in Italia tutti vogliono scrivere (ci sono sei scrittori per ogni lettore) ma non tutti sanno realmente farlo o perlomeno lo sanno fare bene!
Per scrivere un buon testo e che sia pubblicabile, è necessario un mix di presupposti: occorre conoscere molto bene la grammatica, la sintassi e la punteggiatura; avere delle buone idee, soprattutto originali; non avere uno stile prolisso né ripetitivo; essere in grado di caratterizzare i personaggi rendendoli il più possibile credibili quindi simili a persone vere; leggere molto e frequentare un corso di scrittura creativa o eventualmente studiarlo da autodidatta come ho fatto io.
Se però l’autore esordiente, nonostante svariati tentativi non riesce a trovare nessun editore disposto a pubblicarlo senza chiedergli il contributo, l’unica strada che gli resta da percorrere è quella dell’auto-pubblicazione tramite la stampa del libro presso una tipografia aggiungendo eventualmente il codice ISBN (si può acquistare ad un costo accessibile per tutti) in modo da poter commercializzare da soli le copie proponendole non solo agli amici e parenti ma anche alle librerie della propria zona di residenza.
Per le altre “il gioco non varrebbe la candela” in quanto le spese di spedizione tramite corriere espresso sono elevate. L’ideale sarebbe la spedizione postale che è decisamente più economica ma nessun librario andrebbe mai in Posta per ritirare i libri da mettere in vendita nella sua libreria in quanto già troppo impegnato con la sua attività.
Infine, ti chiedo quale messaggio vorresti trasmettere agli autori in cerca di un editore per la propria opera.
RISPOSTA:
Non abbiate fretta di pubblicare la vostra opera! La fretta è una cattiva consigliera e spesso provoca danni irreparabili!
Quando l’editore vi manda la sua bozza di contratto rivolgetevi sempre ad un legale per verificare che non ci siano clausole vessatorie (a favore solo di una delle due parti) o clausole inesistenti che invaliderebbero il contratto stesso.
Non accettate mai contratti di durata superiore a due anni (se le cose non vanno bene almeno sarete vincolati con l’editore meno tempo possibile).
Non aspettatevi che i guadagni vi arrivino su un “piatto d’argento” ma collaborate attivamente con l’editore, facendo presentazioni, aiutarlo a promuovere la vostra opera allo stand delle Fiere mercato alle quali partecipa, rilasciando interviste radiofoniche, televisive, per blog ecc.
Abbiate sempre fiducia in voi stessi ed in ciò che avete scritto. La tenacia e la determinazione sono il segreto per il successo!
Grazie ancora e in bocca al lupo per tutto!
Tiziana Iaccarino.
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